067932841

La disciplina del deposito temporaneo dei rifiuti

E’ un passaggio delicato che si frappone tra la produzione dei rifiuti e la loro raccolta da parte di un trasportatore autorizzato. Depositare temporaneamente i rifiuti in maniera corretta è responsabilità del produttore che deve rispettare poche ma essenziali regole per non incappare in sanzioni.

Con il termine “deposito temporaneo” la normativa ambientale indica quella fase in cui i rifiuti prodotti vengono raggruppati per tipologia e conservati in vista della loro raccolta e del successivo avvio allo smaltimento o recupero. Si differenzia nettamente dallo stoccaggio, che presuppone una gestione dei rifiuti già in corso, ed è subordinato ad autorizzazione. Il principale testo di riferimento è sempre il D.Lgs 152/2006.

Luogo di deposito, limiti e specifiche tecniche

Il primo elemento che viene in rilievo è il luogo di deposito dei rifiuti, che deve essere all’interno del luogo di produzione degli stessi. Secondo un’interpretazione ormai consolidata, questo concetto si estende fino a ricomprendere anche altre strutture nella disponibilità dell’azienda e collegate al luogo di produzione da un nesso funzionale.

Ovviamente il deposito temporaneo, essendo sottratto alle autorizzazioni previste per lo stoccaggio, non può durare troppo a lungo. La normativa impone due limiti: temporale e quantitativo. Il produttore, nello specifico, può trattenere in deposito fino a 30 metri cubi di rifiuti (di cui massimo 10 metri cubi di pericolosi) e comunque per un periodo non superiore ai 12 mesi (anche se il limite quantitativo non è ancora raggiunto). Nel caso in cui si raggiunga la produzione di 30 metri cubi, corre l’obbligo di smaltirla almeno una volta ogni tre mesi.

Altro punto di attenzione sono le modalità di conservazione in deposito. I rifiuti devono essere presi in carico e collocati in contenitori idonei e opportunamente etichettati, per evitare miscelazioni, fuoriuscite o contaminazioni. Inoltre devono essere osservate eventuali regole speciali, collegate a particolari sostanze. Questo significa che il rifiuto deve essere stato correttamente identificato.

Il rischio sanzioni

Il responsabile del deposito temporaneo è il produttore dei rifiuti, anche nel caso in cui decida di demandare la gestione pratica dello stesso ad un soggetto terzo (ad esempio un’impresa di pulizie). Questa opzione, tra l’altro, è possibile solo nella misura in cui il soggetto esterno si limiti ad organizzare i rifiuti all’interno del luogo di produzione, senza sfociare nella vera e propria gestione.

Se non vengono rispettate le prescrizioni in materia di deposito temporaneo dei rifiuti, possono concretizzarsi quattro diverse casistiche, con relative sanzioni. Se i rifiuti sono destinati allo smaltimento o al recupero ci si trova davanti ad un deposito preliminare o a una massa a riserva, attività che possono essere svolte solo da soggetti autorizzati. Altrimenti si configura un ipotesi di deposito incontrollato o di abbandono di rifiuti.

Leave a Reply

Accedi


Nome utente
Crea un nuovo account
Password
Password dimenticata? (chiudi)

Create an Account


Nome utente
Email
Password
Confirm Password
Want to Login? (chiudi)

forgot password?


Username or Email
(chiudi)