Lo smaltimento dei rifiuti speciali è un argomento molto delicato e che al contrario di quanto si possa pensare, coinvolge non solo il mondo produttivo e delle aziende. Alcuni rifiuti speciali infatti possono esser prodotti anche in situazioni domestiche, vediamo quindi quali sono e come riconoscerli.

Il corretto smaltimento dei rifiuti

I rifiuti che l’uomo produce sulla terra non sono tutti uguali. Alcuni sono biodegradabili come i residui di cibo o i materiali derivati dalla natura, altri no e tendono a rimanere nell’ambiente per centinaia se non migliaia di anni. Tutto questo porta a un incremento del tasso di inquinamento presente sul nostro pianeta che peggiora in maniera determinante la nostra qualità della vita. Prodotti come plastiche ad esempio se non smaltite correttamente, possono inquinare l’acqua delle falde acquifere che in seguito sarà utilizzata per irrigare i campi o per essere bevuta. In questa maniera dunque, senza un corretto smaltimento dei rifiuti avveleniamo il nostro pianeta e noi stessi. Il corretto smaltimento dei rifiuti dunque non è solo un dovere morale che abbiamo come cittadini, ma anche un atto di amore e di rispetto nei confronti di noi stessi e delle persone che vivono al nostro fianco.

Rifiuti urbani e rifiuti speciali

Per un ottimo conferimento degli scarti che produciamo ogni giorno è necessario sapere che esistono due grandi categorie: i rifiuti speciali e i rifiuti urbani. Lo smaltimento di questi due tipi di scarti è differente e potremmo quasi dire particolarizzato per ogni tipo di materiale che ci si trova a eliminare. In primo luogo dobbiamo conoscere come questi rifiuti possono essere conferiti. I rifiuti urbani sono praticamente quelli prodotti a livello domestico, tutti i giorni, come al esempio carta, la plastica, il residuo organico, l’indifferenziato e così via. Questo tipo di scarto è facilmente conferibile presso il sistema pubblico di raccolta. I rifiuti speciali, invece, devono essere conferiti tramite aziende idonee che si occupano appositamente della loro gestione. Tutti i rifiuti prodotti dall’uomo sono oramai catalogati secondo la loro origine e iscritti in un registro regolamento a norma di legge secondo l’art. 84, comma 1, del D.Lgs. n. 152/2006.

Il CER e lo smaltimento dei rifiuti speciali

Lo smaltimento dei rifiuti speciali, come abbiamo visto, non è discorso da affrontare in maniera leggera. Inoltre per effettuare una perfetta distruzione di questi scarti particolari, bisogna in primo luogo (ma non sempre) procedere a delle analisi, che certificano il materiale di cui sono composti. Solo una volta accertati i materiali e la loro provenienza sarà possibile procedere al corretto smaltimento dei rifiuti speciali.

L’identificazione per lo smaltimento dei rifiuti speciali

L’identificazione e la classificazione di ogni rifiuto poi è effettuata tramite il CER ovvero Codice Europeo dei Rifiuti che attraverso una serie di numeri individua precisamente il tipo di scarto indirizzandolo alla più corretta destinazione. Questo codice è definizione europea, il che permette all’interno dell’intero continente, un conferimento e uno smaltimento con gli stessi standard. Il codice CER, o meglio la famiglia individuata dalla prima coppia di numeri , distingue tra i rifiuti urbani e quelli speciali e tra quelli non pericolosi e quelli pericolosi (segnalati con un asterisco).