Effettuare le analisi dei rifiuti è un’attività molto importante all’interno del processo di smaltimento. Un’indagine attenta e accurata aiuta a capire quale sia il miglior percorso per l’eventuale distruzione o trasformazione dei rifiuti. Analizzando tutti i loro componenti chimici infatti ci si potrebbe ritrovare ad avere a che fare con potentissimi agenti inquinanti dannosi per l’uomo e per l’ambiente.

Inquinante POP cos’è e dove si trova

Una categoria molto pericolosa è senza ombra di dubbio l’inquinante “POP”. La sigla inglese POP sta per Persistent Organic Pollutants ovvero inquinante organico persistente. Un’accurata analisi dei rifiuti può individuare questi potenti agenti tossici e avviarli alla più corretta forma di smaltimento. La pericolosità di questa categoria di rifiuti consiste nella sua alta capacità di resistenza alla decomposizione. Gli elementi che vanno a comporre la categoria degli inquinanti POPs sono presenti, ad esempio, all’interno dei prodotti chimici usati in agricoltura. L’ampia diffusione di questi inquinanti tossici all’interno dei prodotti antiparassitari comporta diversi tipi di inquinamento, sul terreno oltre che sulle piante dove viene sparso. Tali agenti inquinanti POP’s infatti possono impiegare fino a venti anni per dimezzare la propria concentrazione all’interno del terreno coltivato.

Individuazione degli inquinanti POP’s

Data la difficoltà di decomposizione di queste molecole tossiche, l’inquinante POP oltre che disperdersi nella natura si deposita anche sulle piante che arrivano nei mercati e sulle nostre tavole, continuando la catena infine andrà a finire anche nei rifiuti. Proprio per questo motivo analizzare e individuare queste molecole inquinanti è fondamentale per prevenirne un cattivo smaltimento e un ulteriore inquinamento nell’aria che respiriamo tutti i giorni.

Regolamenti sull’utilizzo

La pericolosità di questi inquinanti POPs ha scaturito negli anni la creazione e la firma da parte dei paesi occidentali della Convenzione internazionale di Stoccolma del 2001. I sottoscrittori di questo documento infatti si impegnano a non produrre e a non utilizzare alcuni degli inquinanti POP’s che ad oggi si conoscono (la lista infatti dagli anni della firma è passata da 12 a 28 agenti inquinanti). Tale convenzione, insieme ad altri regolamenti nazionali e internazionali individua e determina i rifiuti contenenti inquinanti POP’s come molto pericolosi. Proprio per questo motivo lo svolgimento di analisi chimiche mirate diventa necessario affinché i rifiuti stoccati non vengano smaltiti in maniera erronea, provocando in tal modo un ulteriore danno a uomo e ambiente.

L’analisi dei rifiuti come più potente arma preventiva

L’inquinante POP infatti una volta individuato attraverso le analisi dei rifiuti, va smaltito o recuperato in maniera tempestiva attraverso particolari e differenti procedure. Attraverso un idoneo procedimento infatti gli elementi tossici devono venir distrutti o trasformati in maniera irreversibile in modo da non presentare più alcun pericolo per alcun essere vivente.

Il divieto non basta, serve un’azione integrata

Il divieto dell’utilizzo degli inquinanti POP’s però risulta un’ottima soluzione a medio lungo raggio. Difatti l’alta difficoltà nella decomposizione di questi elementi produce nell’immediato ancora problemi ai terreni e alle piante che crescono su di essi. Per questo motivo c’è bisogno di un’integrazione tra la gestione dei prodotti chimici contenenti inquinanti POP’s e lo smaltimento dei rifiuti contenenti tali elementi altamente tossici. Le analisi dei rifiuti dunque sono l’unico strumento che abbiamo per poter fronteggiare il problema degli inquinanti POP’s e del loro smaltimento, permettedo quindi un minore inquinamento ambientale e umano da parte di tali sostanze.