Aggiornamento:

Le modifiche introdotte nel D.lgs 152/06 dal D.lgs 116/2020, hanno determinato:

  • l’introduzione nell’art. 183 del D.lgs 152/06, al comma 1, lett. b-ter), della definizione di “rifiuti urbani” che riporta al punto 2 la definizione di rifiuti simili come i rifiuti provenienti da altre fonti simili per natura e composizione ai rifiuti domestici e che tale definizione di rifiuti, come specificato nella circolare del Ministero dell’Ambiente del 2 febbraio 2021 è introdotta “al fine di definire l’ambito di applicazione degli obiettivi di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio nonché le relative norme di calcolo”;
  • l’abrogazione della lett. g), del comma 2 dell’art. 198, che quindi ha eliminato il potere dei comuni di regolamentare l’assimilazione;
  • l’inserimento nell’art. 198 del nuovo comma 2-bis con il quale si dispone che le utenze non domestiche possono conferire al di fuori del servizio pubblico i propri rifiuti urbani previa dimostrazione di averli avviati al recupero mediante attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l’attività di recupero dei rifiuti stessi;
  • l’inserimento nell’art. 238 del comma 10 che prevede l’esclusione della corresponsione della componente tariffaria, rapportata alla quantità dei rifiuti conferiti, per le utenze non domestiche che producono rifiuti urbani e li conferiscono al di fuori del servizio pubblico, dimostrando di averli avviati al recupero mediante attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l’attività di recupero dei rifiuti stessi.

La circolare del Ministero della Transizione Ecologica (già Minisitero dell’Ambiente) del 12 aprile 2021 chiarisce una serie di aspetti relativi alla riduzione della quota variabile della TARI per le utenze non domestiche precisando che deve essere proporzionale alle quantità dei rifiuti autonomamente avviati a recupero (quindi non solo a riciclo) e che “L’attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l’attività di avvio a recupero dei rifiuti è pertanto sufficiente ad ottenere la riduzione della quota variabile della TARI in rapporto alla quantità di detti rifiuti, a prescindere dalla quantità degli scarti prodotti nel processo di recupero.”.

Secondo quanto disposto dell’art. 30 comma 5 del D. L. n. 41 del 22.03.2021, il produttore dei rifiuti è tenuto a comunicare formalmente all’ente gestore di ambito ottimale, ove costituito ed operante, ovvero al comune di appartenenza la scelta di non avvalersi del servizio pubblico di raccolta e quindi di avvalersi del mercato.

Tale comunicazione deve essere effettuata entro il 31 maggio e deve riportare solo le tipologie e le quantità dei rifiuti simili prodotti ed oggetto di avvio al recupero tramite un operatore privato (non devono essere necessariamente tutti quelli prodotti).

Per ulteriori chiarimenti compilare il seguente form.