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Quali sono i diversi tipi di imballaggio

By 20 giugno 2017Servizi e Normativa
Romana Maceri si occupa di smaltimento di imballaggi

Proteggere il cibo e le merci, soprattutto durante il trasporto, è da sempre una delle sfide degli uomini. Gli antichi romani, ad esempio, usavano giare ed anfore in terracotta per conservare cereali, olio e vino. Oggi, grazie a procedimenti produttivi sempre più avanzati e tecnologici, gli imballaggi sono sempre più evoluti. Ma gli imballaggi non sono tutti uguali.

Secondo la classificazione del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, si distinguono tre tipi di imballaggio: primario, secondario e terziario (per il trasporto).

Per imballaggio primario si intende il “primo rivestimento” che avvolge il singolo prodotto pronto al consumo. È il cosiddetto imballaggio per la vendita destinato esclusivamente al consumatore finale (il barattolo di alluminio, la busta di plastica dell’insalata, il contenitore del latte). Dal punto di vista sanitario, è l’imballaggio più importante perché protegge la merce e ne impedisce l’alterazione.

L’imballaggio secondario, detto anche multiplo, raggruppa un numero predefinito di prodotti. Di solito, si trova nel punto vendita e può essere rimosso senza alterare le caratteristiche del prodotto.

Questa tipologia di imballaggio facilita il rifornimento degli scaffali e viene “manipolata” sia dal venditore che dal consumatore (ad esempio una confezione da tre scatole di fagioli).

L’imballaggio terziario, a differenza delle altre due tipologie, non viene mai manipolato dai consumatori e si rivolge esclusivamente agli operatori addetti alla catena di distribuzione.
È l’imballaggio che facilita la logistica e il trasporto di un numero consistente di unità di vendita o di imballaggi secondari. Sono esempi di imballaggi terziari i bancali e i pallet. L’imballaggio terziario sfrutta macchinari specifici come reggiatrici, avvolgitrici e incappucciatrici.

I materiali degli imballaggi

Le diverse tipologie di imballaggio prevedono, naturalmente, l’utilizzo di materiali differenti (legno, plastica, vetro, acciaio, alluminio, carta) che hanno ognuno un particolare percorso di smaltimento. L’organo di riferimento per lo smaltimento dei rifiuti da imballaggio è il CONAI, il consorzio nazionale degli imballaggi nato nel 1997 sulla base del decreto Ronchi.

A ogni prodotto deve corrispondere un imballaggio adeguato e la legge pone restrizioni molto severe. Gli imballaggi alimentari, per esempio, devono essere realizzati con materiali che non rilasciano sostanze tossiche, specie se il prodotto è caldo, e devono garantire al prodotto una totale protezione sanitaria (impedire l’ingresso di microbi e resistere all’attacco di insetti e roditori).

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