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Autofficine e carrozzerie, lo smaltimento di rifiuti richiede attenzione

By 27 dicembre 2016Servizi e Normativa

Carrozzieri e meccanici producono giornalmente importanti quantità di rifiuti, molti dei quali pericolosi. Il loro smaltimento, quindi, richiede un’attenzione particolare nella fase di conservazione e deposito, oltre al rispetto di numerosi adempimenti burocratici. Di seguito un vademecum che serve a fissare gli obblighi e le responsabilità principali.

I rifiuti delle officine

Nelle officine di meccanici e carrozzieri transitano ogni giorno sostanze inquinanti di vario genere, anche tossiche. Questo tipo di attività, quindi, sono tra le più problematiche in termini di gestione dei rifiuti. Anche perché, in molti casi si tratta di rifiuti speciali sia pericolosi (olio usato, batterie al piombo, filtri dell’olio, liquido antigelo, ecc) che non pericolosi (rottami ferrosi, pastiglie dei freni, ecc). La normativa di riferimento che i titolari di queste attività devono seguire è condensata soprattutto nel decreto legislativo 152 del 2006. In capo a meccanici e carrozzieri gravano una serie di obblighi e responsabilità molto puntuali, legate alla tracciatura dei rifiuti prodotti, alla loro provvisoria conservazione e al loro smaltimento.

Obblighi e responsabilità

La prima responsabilità che viene in rilievo è quella relativa alla classificazione dei rifiuti, che, in linea generale, la legge pone sempre in capo al produttore degli stessi (cioè l’artigiano). Spetta  quindi al titolare dell’officina associare ad ogni rifiuto il relativo codice CER, individuandone anche il carattere  di pericolosità o meno.

Ci sono poi tutta una serie di adempimenti burocratici, comuni alle attività artigianali, commerciali o imprenditoriali, che devono essere seguiti con estrema precisione. Si tratta di:

Deposito e trasporto

Una delle fasi più delicate del trattamento dei rifiuti prodotti nelle officine è quella del deposito, proprio in considerazione della pericolosità di molte delle sostanze prodotte. Oltre al divieto di dispersione nell’ambiente dei rifiuti, nonché di loro miscelazione o sversamento in bacini idrici, il titolare dell’attività deve prestare estrema attenzione alla conservazione degli stessi, in attesa dello smaltimento. I rifiuti prodotti devono essere raccolti in contenitori idonei, differenti a seconda delle loro caratteristiche chimico-fisiche (es: le batterie devono essere inserite in vasche anti corrosione). L’area di deposito deve possedere tre caratteristiche: distinta, segregata e contrassegnata. Inoltre il deposito non può superare determinati limiti temporali:

  • rifiuti pericolosi: 1 anno per un quantitativo inferiore ai 10 metri cubi, 2 mesi se superiore;
  • rifiuti non pericolosi: 1 anno per un quantitativo inferiore ai 20 metri cubi, 3 mesi se superiore.

Allo scadere di tali termini i rifiuti devono essere consegnati ad un azienda di trasporto per essere avviati allo smaltimento. Il titolare dell’officina ha la responsabilità di avvalersi, per questo servizio, di un trasportatore iscritto presso l’apposito Albo Nazionale Gestori Ambientali.

 

Scarica il registro di carico e scarico di Romana Maceri

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