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4 consigli per smaltire i rifiuti correttamente ed evitare sanzioni

By 2 febbraio 2017Servizi e Normativa

Il corretto smaltimento dei rifiuti derivanti da un’attività lavorativa è responsabilità del produttore, sia esso artigiano, commerciante o imprenditore. La materia è piuttosto complessa e la normativa articolata, questo rende necessaria un’attenzione particolare per non incappare in sanzioni. Ecco alcuni consigli da tenere a mente per non sbagliare.

1) La classificazione dei rifiuti

Il tema è già stato trattato in un articolo dedicato: la classificazione dei rifiuti prodotti durante l’attività lavorativa è forse il momento più delicato di tutto l’iter di trattamento degli stessi. Per la legge, il responsabile di questa attività è il produttore, che spesso, però, non possiede le adeguate competenze. Classificare i rifiuti, infatti, significa avere perfetta conoscenza delle sostanze contenute negli scarti della propria attività. E’ necessario essere in grado di identificare se si tratta di rifiuti speciali o urbani, pericolosi o non pericolosi. Infine, ad ogni rifiuto va associato il corretto codice identificativo (CER), secondo una tabella stabilita a livello europeo.

2) Il deposito temporaneo

Una volta classificati i rifiuti non vengono smaltiti immediatamente ma vanno stoccati in un ambiente idoneo che funga da deposito temporaneo. L’individuazione di tale spazio e la sua organizzazione rappresentano un altro passaggio delicato. Per non incorrere in sanzioni è necessario che questo ambiente sia adatto a conservare i rifiuti in modo che non si mescolino tra di loro e che non inquinino terreno ed eventuali falde acquifere. Inoltre la legge impone dei limiti temporali e quantitativi alla conservazione in deposito, raggiunti i quali bisogna avviare il materiale allo smaltimento. In particolare, la cadenza deve essere almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito oppure quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi. In ogni caso, anche se il quantitativo di rifiuti non supera questo limite, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno.

3) Le scritture ambientali

Con questo termine viene comunemente indicato l’insieme dei documenti che il produttore dei rifiuti deve compilare e conservare. Si tratta del Formulario di identificazione del rifiuto, del Registro di carico e scarico e del MUD. A questi si aggiunge, per alcune categorie di attività, l’iscrizione al Sistri e il pagamento del contributo annuo. Tutti questi obblighi burocratici sono un passaggio cruciale dell’iter di smaltimento a cui prestare estrema attenzione. In particolare, mentre la compilazione del Formulario può essere demandata al trasportatore, il Registro e il MUD sono diretta spettanza dell’artigiano o commerciante.

4) La scelta del trasportatore

Secondo la legge, il produttore è direttamente responsabile del corretto smaltimento dei rifiuti in impianto autorizzato, pur non occupandosene in prima persona, per ovvie ragioni, ma affidandosi ad una società specializzata. Tale obbligo si concretizza nella necessità di accertare, in capo al fornitore scelto, il possesso delle dovute autorizzazioni. Inoltre, l’artigiano o commerciante deve conservare presso i suoi luoghi di produzione le copie di tali certificazioni per poterle esibire in caso di controlli.

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